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L_Antonio
Odio gli indifferenti


Visioni


17 aprile 2008

Oddio la catena...

Maria Grazia ci ha incatenato. Potevamo farne a meno? Potevamo rifiutarci? No, quindi ecco la catena

la catena si chiama «le sei cose che mi piace fare» e ne copio qui sotto il regolamento.

REGOLAMENTO:
- indicare il link di chi vi ha coinvolti
- inserire il regolamento del gioco sul blog
- citare sei cose che vi piace fare e perché
- coinvolgere altre sei persone
- comunicare l'invito sul loro blog

http://mariagrazia.go.ilcannocchiale.it/ 

Risposte:
1) Prendere puntualmente per il culo Vincenzino o' trombettiere, ultimo erede della commedia all'italiana (nelle sue tinte più fosche, ma-anche comiche). Perchè? Perchè se lo merita, ci viene spontaneo, non facciamo alcuno sforzo...
2) Leggere, leggere, leggere e non chiedeteci perchè passiamo alle maniere forti (sgrunt);
3) Mangiare, ma poco (almeno uno di noi due e non vi diciamo chi), però bene, vario e genuino. Meglio se strettamente legato al territorio (stiamo a Roma, potete capì da soli il senso della territorialità!!);
4) La Maggica, con annesso Capitano e anche qui non vi sognate nemmeno di sapere perchè...
5) La politica: ci piace parlarne, sentirne, leggerne. Non quella dei corridoi o delle stanze chiuse per le riunioni riservate. No, quella all'aria aperta, in mezzo ad altre persone, quella faticosa che servirebbe tanto oggi.
6) La musica: tutta, classica. moderna, jazz, rock, pop, purchè buona.
Purtroppo, ahinoi, rimane fuori il lavoro. Sarà per la prossima catena.

E mò incatenamo qualche bloggers amico:
Eli - Bolledaorbi
Quartieri
Eta Beta
Lauralagrr
Ritaz
MarcoCampione

Sono sei, dunque possono bastare. E poi cià ragione Mariagrazia, mica potemo fa perde tempo a D'Alema e Cuperlo. Quelli mò cianno da fà più de prima.




permalink | inviato da L_Antonio il 17/4/2008 alle 14:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


13 dicembre 2007

Anniversario

Bandiere al vento al Loft. L’occasione è davvero ghiotta (come i krapfen, peraltro). Ricorre quest’anno il settantesimo (!) del film “Biancaneve” di Walt Disney. Il nuovo PD(b)* non poteva ignorare la circostanza. Noooo. Noooo. E così oggi W.V. (Walter Visney) è apparso sulla scalinatella del Loft (sempre lì) annunciando al popolo della libertà (opsss!) il I Congresso del PD (Partito Disneyano), interamente dedicato a nanetti e ballerine, soddisfacendo finalmente le richieste de sti cacac***i che volevano pe’fforza fa il congresso (e le tessere, le sezioni, gli iscritti, le relazioni, la colla, i manifesti, i compagni della federazioni, le serrande, i libri della biblioteca, i manifesti di Lenin al muro, e che palle!). Tema del Congresso: “La favola della bella politica o la bella politica è ‘na favola?”. Ecco il programma, dettato direttamente ai giornalisti, con correzioni immediate a penna rossa, bacchettate e votazione sul posto (Travaglio s’è risentito): ore 9 Film, ore 11 Merendina, ore 12 Ricreazione (le mamme possono visitare l’esecutivo), ore 13 Relazione del Segretario con interruzioni pubblicitarie, ore 14 Pappa e mela grattata, ore 14,30 Rottino, ore 15 Interventi dei nanetti (solo chi ha mangiato tutto senza capricci), ore 15,30 Commissione Politica con interruzioni pubblicitarie, ore 16,30 Saggio di danza delle ballerine, ore 17 Spottone di chiusura con grida di giubilo, ore 18 Krapfen al volo per tutti.

* (b) non sta per "berlusconiano", come forse ritenete, ma per "biancaneve"

PS Il Testo Bianco è diventato un Giallo. Nessuno l'ha visto e chi l'ha visto non l'ha letto. Non ha padri, perché nessuno tantomeno l'ha scritto. Figuriamoci se può avere figli. Si brancola nel Buio. Come faremo a  fare l'amor.

PS2 Il PD è già un Videogame! Nel gioco, Super WV deve conquistare il Governo superando una serie di prove pazzesche, da quella più facile (l'accordo con Berlusconi) a quella più difficile (ultimo livello al megatrone!): l'accordo con D'Alema. Imperdibile. € 5, come il certificatone delle Primarie.

PS3 Dopo l'incetta ai supermercati, francamente esagerata disciamo, c'è un appello della direzione commerciale della Coop, che facciamo nostro: "Riportatece le commesse, chi c***o ve l'ha detto de portalle via?!? La notizia che sarebbero scarseggiate era destituita di ogni fondamento. Non fate i furbi". L_Antonio, nel fare proprio l'appello della Coop, spera vivamente che esso abbia un effetto e tante brave compagne commesse possano tornare presto alla cassa e alle loro famiglie.




permalink | inviato da L_Antonio il 13/12/2007 alle 14:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


6 novembre 2007

Giorni e nuvole

Giorni e nuvole è un film sulla precarietà. Non tanto e non solo sulla precarietà del lavoro, quanto sulla precarietà della nostra esistenza, dei nostri progetti, delle nostre idee, dei nostri affetti. E sull’instabilità delle relazioni intrecciate nel corso di una vita, o sulla provvisorietà della nostra rete di sicurezze personali. Che, d’un tratto o più lentamente, vengono a mancare, e spesso al culmine positivo della propria vicenda personale e senza alcun genere di preavviso. Il lavoro perduto, la crisi sociale, la perdita di status, in fondo, sono solo l’aspetto esteriore e più evidente della faccenda, che arriva a coinvolgere ogni singolo aspetto della vita dei protagonisti sino a misurarne severamente la capacità reattiva.

Elsa e Michele (due eccellenti Margherita Buy e Antonio Albanese) rischiano di perdere tutto ciò che avevano faticosamente costruito. Dinanzi alla loro esistenza si apre un baratro sociale e personale. La scoperta finale è che persino le loro vite non erano affatto “indissolubili” come avevano sempre ritenuto, e che quella indissolubilità era semmai un’illusione pericolosa, perché li aveva lasciati indifesi dinanzi all’impoderabile dell’esistenza. E proprio questa scoperta, frutto di un disincanto maturato pian piano, invece di essere un esito rovinoso, si presenta in realtà come l’occasione da cui ripartire, l’idea da afferrare per trarre a sé forza morale e affettiva, l’appiglio grazie al quale non perdere per sempre la vita costruita assieme.

E allora, Giorni e nuvole non è un film sulla precarietà, ma su ciò che può salvare la nostra esistenza e darle almeno un po’ di stabilità. Ecco, allora, che il conflitto con la figlia, si trasforma per Michele in un’opportunità di rilancio, inducendolo a rivedere alcuni giudizi e convinzioni superficiali. Ecco che il lavoro di restauratrice, per Elsa, pur privo di una remunerazione sicura, diventa l’occasione per ritrovare un senso, lieve ma paradossalmente solido, all’esistenza.

Giorni e nuvole è allora, al di là di una prima e fugace impressione, un film sulla stabilità possibile di un’esistenza. Un’opera sulla salvezza, più che sul pericolo. Film paradossale, dunque, che racconta ciò che vorrebbe negare: la forza d’animo, la voglia di riscatto, la salvezza che, come dice, il poeta sorge proprio laddove il pericolo è incombente.




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9 ottobre 2007

Una giornata particolare

 

I fatti

Ettore Scola, come altri esponenti della società civile candidati alle primarie del PD, si è presentato davanti ai Licei romani per invitare i sedicenni a votare il 14 ottobre. Intento nobile, non c’è che dire. Un atto dovuto. Finalmente gli anziani “aprono” ai giovani! Accidenti, che bella notizia! Tutto bene e baci ai pupi, se non fosse che la meglio gioventù del Tasso (dove Scola si è gagliardamente recato) è stata di tutt’altro avviso. Tra: disinformati, indifferenti, nazisti, democristiani (che nessuno li aveva avvertiti), bamboccioni (taluni orgogliosi di esserlo), nuovi socialisti già scissi, laziali, passanti, paninari, prosciuttari, ragazzi che si giustificavano (“me mmorto er gatto”, “m’ha perso la lazio”, “s’aggravata nonna”) temendo un’interrogazione, altri che chiedeveno d’annà al bagno, insomma tra tutti questi ce ne fosse uno, solo uno!, che se l’è cacato! Terribile. Scola non lo merita. Un altro si, ma Scola no!

Piccato, il grande regista se l’è presa un po’ con tutti. Con la politica in prima persona, ma lì ha sparato sulla Croce Rossa. Poi ha tirato in ballo Pericle, che povero cristiano (anzi, pagano) non c’entrava proprio un c***o!!! E poi ha pure attaccato i soliti giornalisti, che non guasta mai…

Le quistioni aperte

  1. Perché Scola, grande regista, deve prestarsi ai volantinaggi mattinieri, che c’è l’umidità?
  2. Scola se l’è presa un po’ con tutti, pure con la figliola di Clinton, ma non risulta che abbia detto a qualcuno di quegli studenti disillusi e disincantati, e anche un po’ disinformati: «Ahò, ma li volete legge i giornali, invece di fare i razzetti coi volantini che stiamo distribuendo e tirarmi i cartoccetti?»
  3. E se invece di andare al Tasso, per una volta, una sola volta, Scola fosse andato, che so?, al Liceo di Tor Bella Monaca (invece di mandarci lo sfigato della società civile di turno), a confrontarsi con “altri” studenti, non i figli della classe dirigente ma del semplice ceto medio: non sarebbe stato più utile e istruttivo (anche per Scola)?
  4. E poi, non sarebbe stato meglio avvertire che non era un’interrogazione di greco, così alcuni giovani intellettuali non avrebbero sprecato inutilmente la giustificazione? E che c***o, poi dice che c’è crisi della politica! Te credo, non ce fanno sapè niente!
  5. Scola è l’autore di grandi film, come La famiglia, Una giornata particolare, C’eravamo tanto amati, La terrazza. Certo, da Repubblica di oggi, sembra che al Tasso ci fosse rimasto materiale al massimo per una verandina….se non un cornicione.
  6. Alla fine, a forza di parlare con i 2 studenti che si erano fermati e i 7.458 giornalisti, 3.200 cameramen e gli 8.800 candidati della lista “Pizza e fichi per il PD” di quel Collegio, Scola è entrato dopo la campanella e l’ha chiamato il Preside. Che vergogna!

La morale:

a) 'Ste primarie me stanno a mannà ar manicomio.
b) Non è curioso che Scola l’abbiano mandato a Scuola? È come se la Melandri l’avessero mandata a Malindri…. (Fico, no?)




permalink | inviato da L_Antonio il 9/10/2007 alle 12:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


29 agosto 2007

Apparizioni


Walter Veltroni in una tela del Venditticchio esposta alla Pinacoteca di Lega Lombarda, dal titolo: Veltroni appare a giornalisti adoranti, olio su tela, 2007




permalink | inviato da L_Antonio il 29/8/2007 alle 10:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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